IL PERCORSO

Analizzare il percorso di Domus, aiuta a comprendere anche quale strada deve intraprendere per raggiungere i suoi i obiettivi .

Quando è nata in me la forte esigenza di realizzare un moodello che potesse restituire alle donne l’interezza, donne fatte letteralmente a pezzi dal lavoro fuori casa e dal lavoro di cura.

Del resto il parziale superamento della divisione tra sfera produttiva e sfera riproduttiva non ha annullato lo specifico legame che le donne hanno con la vita e con il lavoro di cura. Esse studiano con passione e vogliono lavorare restando tuttavia legate al simbolico e alle pratiche della riproduzione dell’esistenza umana.

 

Mi sono rivolta per costruire questa proposta concreta alle persone che avevo intorno a me disponibili a partecipare con le loro competenze e conoscenze.

Le mie priorità le ho sempre con precisione ed esattezza esplicitate , in questi anni di esperienza e di confronto con le donne, con le istituzioni, con le organizzazioni si sono rafforzate ed ulteriormente chiarite.

Posso tranquillamente affermare di essere disponibile a condividere e a migliorare il mio modello e la strategia per poterlo realizzare con il contributo e con il confronto anche aspro con le persone che si propongono di fare con me un pezzo di strada più o meno lungo.

Sono consapevole che quando un sogno diventa realtà bisogna avere l’onestà e l’umiltà di adattarlo , ho sempre cercato dunque di integrare il progetto con professionalità specifiche , senza temere di ammettere i miei limiti.

Da queste considerazioni è nata l’esigenza di organizzare il processo di lavoro e la segreteria, tutti i contenuti, gli strumenti, le procedure sono state ideate dalla sottoscritta attraverso anni di sperimentazione, confronti in primis con le donne che si sono messe in gioco e con le Istituzioni che hanno sempre manifestato una enorme diffidenza iniziale per poi tentare di appropriarsi in modo maldestro e approssimativo del modello spesso riconoscendo con molta diffidenza con molta difficoltà l’enorme sforzo che questa sperimentazione ha comportato non solo a me, ma a tutte le donne che con serietà e convinzione hanno contribuito alla sua diffusione .

 

Quale era e quale è l’obiettivo di Domus?

Proseguire, migliorandolo organizzandolo e arricchendolo un modello pedagogico educativo di cura per i bambini, come può essere raggiunto un simile obiettivo se sul tema della cura e dell’educazione non si parte dall’’esperienza per conoscere e modificare il contesto in cui si vive, oltre che riconoscere e valorizzare la preferenza delle donne per le forme della vita quotidiana. La pratica della cura rappresenta l’unico strumento a disposizione della/del singola/o per appropriarsi dell’idea che una/o può lavorare senza accettare passivamente le condizioni date e può acquisire la necessaria competenza simbolica per essere fedele al suo vissuto e sostenere i suoi interessi.

A me sembra anche che questa via (pratica della narrazione e guadagno di competenza simbolica) diventa la parte essenziale della formazione attraverso sostanzialmente la metodologia della testimonianza e si realizza una soluzione di continuità .un vero trasferimento di esperienza e conoscenza.

Rispetto all’approccio maschile che caratterizza la tradizione lavorista orientata verso l’emancipazione e l’inclusione delle donne alla pari nella organizzazione maschile del lavoro.

Dunque oggi posso affermare che alcuni moduli che caratterizzano il modello non possono passare se non attraverso questo canale.

Anche per me è stata fondamentale l’esperienza e l’elaborazione di essa

dunque il passaggio della conoscenza non è neutra, passa attraverso l’investimento affettivo e il criterio di importanza che singolarmente attribuiamo alle nostre attività –

Sappiamo che nelle enunciazioni il tema della cura e dell’educazione viene ritenuto fondamentale da tutti , ma nella pratica abbiamo l’esperienza necessaria per riconoscere quanto essa sia terreno quasi esclusivo delle donne. Le conseguenze economiche sono evidenti , lavoro non pagato, mal pagato, nero.

La mia determinazione a creare una attività che fosse regolamentata senza essere irrigidita , in un equilibrio tra la volontà della tagesmutter e la necessità della famiglia che ad essa si rivolge è stata la ragione per la quale abbiamo firmato un contratto .

Il tema della sostenibilità economica e finanziaria di Domus è essenziale è ovvio come lo è in riferimento al modello che propone . Abbiamo verificato che esiste questa sostenibilità

E’ sulla qualità che mi sono concentrata sulle analisi concrete e i criteri di fondo ai quali queste pratiche s’ispirano.

 Caterina Masè